Patente di guida europea: raggiunto un accordo tra Consiglio e Parlamento Ue

L’accordo raggiunto tra i negoziatori del PE e del Consiglio Ue sull’aggiornamento della direttiva comunitaria sulla patente di guida mira a migliorare la sicurezza stradale in Europa.

Nella giornata di ieri, martedì 25 marzo, i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sull’aggiornamento della Direttiva sulla patente di guida.

Tale aggiornamento, rientra nel pacchetto sulla sicurezza stradale della Commissione Ue (2023), a sua volta inserito nel quadro politico europeo sulla sicurezza stradale 2021-2030 che contiene l’impegno a raggiungere l’obiettivo di azzerare i decessi sulle strade dell’Unione entro il 2050 con un ulteriore obiettivo a medio termine di dimezzare i decessi e i feriti gravi sulle strade entro il 2030.

Nel solco di tale visione l’accordo va nella direzione di aggiornare i requisiti minimi relativi all’idoneità dei conducenti in tutta l’UE, armonizzando le norme relative ai periodi di prova per i neopatentati e creando un regime di guida accompagnata per i neopatentati che otterranno una patente di guida professionale (per autocarri e autobus), ma non solo. 

Patente digitale
Entro la fine del 2030, tutti i cittadini dell’UE potranno usufruire di una patente di guida digitale disponibile anche sullo smartphone nel futuro Portafoglio europeo dell’identità digitale

Tale patente sarà riconosciuta in tutti gli stati membri dell’UE, ma gli utenti avranno il diritto di richiedere una patente di guida fisica. Entrambe le versioni, fisica e digitale, saranno valide per guidare autovetture e motocicli per un periodo più lungo di quanto avviene attualmente, vale a dire 15 anni dalla data di rilascio, fatta eccezione per il periodo in cui la patente di guida viene utilizzata come carta d’identità (10 anni). 

Controlli di validità e sanitari
I negoziatori hanno concordato che le patenti di guida debbano avere una validità di 15 anni per motociclette e automobili. Tuttavia, i Paesi membri potranno ridurre questo periodo a 10 anni nel caso in cui la stessa patente dovesse essere utilizzata come documento d’identità nazionale.

Solo le patenti per camion e autobus dovranno essere rinnovate ogni cinque anni. I Paesi membri avranno la possibilità di possono abbreviare la validità delle patenti di guida dei conducenti più anziani (over 65 anni). 

Per quanto concerne le verifiche sanitarie a monte dell’ottenimento della patente di guida, il conducente dovrà superare un controllo medico, che includa la vista e le condizioni cardiovascolari. Tuttavia, per i conducenti di auto o motocicli, i paesi dell’UE potranno scegliere di sostituire il controllo medico con moduli di autovalutazione o, in caso di rinnovo della patente di guida, altre misure alternative.

Su iniziativa dei deputati al Parlamento europeo, le autorità nazionali saranno incoraggiate a migliorare la consapevolezza pubblica degli standard minimi di idoneità fisica e mentale per la guida.

Formazione alla guida e sull’uso dei device alla guida
Gli eurodeputati sono riusciti a inserire nuovi requisiti affinché i conducenti siano meglio preparati per situazioni di guida reali e sviluppino una sufficiente consapevolezza dei rischi di pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti vulnerabili della strada.

Per qualificarsi per una patente, un conducente dovrà imparare a usare il telefono in modo sicuro durante la guida, saper valutare i rischi relativi all’angolo cieco, conoscere e saper utilizzare i sistemi di assistenza alla guida, avere contezza delle modalità di apertura sicura delle portiere e saper guidare su neve e in condizioni di pericolo (sede stradale scivolosa). 

Periodo di prova per neopatentati
Sarà stabilito un periodo di prova di almeno due anni; durante tale periodo di prova, si dovrebbero applicare norme o sanzioni più severe per la guida sotto l’effetto di alcol o droghe, senza pregiudicare le competenze degli Stati membri di regolamentare il comportamento dei conducenti.

Abbassamento dell’età di ammissibilità per le patenti professionali, introduzione degli accompagnatori
Il problema di fondo è quello della carenza di autisti nelle categorie professionali, ma va considerata, ancora una volta la necessità di migliorare la sicurezza stradale.

Pertanto i negoziatori dei colegislatori di Bruxelles e Strasburgo si sono accordati per abbassare l’età minima per l’ottenimento della patente per autocarri (da 21 a 18 anni) e autobus (da 24 a 21 anni) a condizione che il richiedente sia in possesso di un certificato di idoneità professionale e di introdurre, al contempo, un regime di guida accompagnata con patente di tipo (C).

I paesi dell’UE potranno consentire ai diciassettenni di guidare un camion o un furgone solo sul loro territorio, se accompagnati da un conducente esperto. Questo sistema di conducenti accompagnati potrà applicarsi, nei singoli stati, anche alle automobili.

Infine, saranno apportate modifiche per rendere più semplice per i cittadini ottenere una patente per autovetture quando vivono in uno Stato membro diverso da quello di cittadinanza. Sarà possibile sostenere i test e ottenere una patente rilasciata nello Stato membro di cittadinanza, qualora non ci fosse la possibilità di sostenere i test in una delle lingue ufficiali dello Stato membro di cittadinanza. 

Queste norme riviste sulle patenti di guida sono un esempio eccellente di quanto sia diffusa la digitalizzazione nelle vite degli europei” – ha dichiarato Dariusz Klimczak, Ministro delle Infrastrutture della Polonia. 
Grazie a questo aggiornamento, le norme sulle patenti di guida e sul loro rilascio saranno più intelligenti, più inclusive e pienamente adattate alla nostra società digitale, garantendo al contempo un importante impatto positivo sulla sicurezza stradale dell’UE.

La nuova direttiva sulla patente di guida semplifica la vita delle persone: più digitale, più flessibile e con meno burocrazia, ha rimarcato Jutta Paulus, relatrice del PE.
Allo stesso tempo, stiamo inviando un chiaro segnale per una maggiore sicurezza stradale in linea con Vision Zero: meno incidenti, meno feriti e meno vittime sulle nostre strade. Inoltre, introduciamo standard uniformi in tutta Europa e rendiamo più facile per i giovani entrare nella professione di guida. In cima, rafforziamo i nostri servizi di protezione civile volontaria e affrontiamo la carenza di lavoratori qualificati nel settore dei trasporti. Infine, ci assicuriamo che il diritto di nessuno a guidare sia limitato a causa di lunghi tempi di elaborazione”.

L’accordo provvisorio dovrà ora essere approvato dai rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio (Coreper) e dal Parlamento europeo prima di essere formalmente adottato da entrambe le istituzioni in seguito alla revisione giuridico-linguistica. A quel punto i Paesi dell’UE avranno quattro anni per recepire le nuove disposizioni nella legislazione nazionale e prepararsi alla sua attuazione.

In tema di sicurezza stradale giova ricordare che, nonostante evidenti miglioramenti siano stati fatti da vent’anni a questa parte, ancora nel 2023 ben 20.400 persone hanno perso la vita in incidenti stradali in tutta l’UE con un calo di appena l’1% rispetto all’anno precedente.   

D’altro canto i dati preliminari riferiti al 2024 recentemente resi noti dalla Commissione (quelli definitivi saranno diramati il prossimo autunno) mostrano, al di là di una diffusa disomogeneità fra i singoli Paesi membri, un calo del solo 3%, ancora piuttosto insufficiente per raggiungere l’obiettivo stabilito dal Road Safety Policy Framework di dimezzare i decessi sulle strade entro il 2030; in questo caso sarebbe dovuto essere del 4,5%

In questo senso si colloca la revisione della direttiva sulla patente di guida che intende essere uno degli strumenti per contribuire al raggiungimento di tali obiettivi.

 

 

 

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