Retrofitting elettrico: dall’UNECE l’input per sviluppare norme armonizzate per tutti i veicoli

L’obiettivo è quello di sfruttare le opportunità delle tecnologie di retrofitting elettrico per accelerare la decarbonizzazione del trasporto su strada.

Nonostante le difficoltà che il settore automotive sta vivendo, non da ultima la scure dei dazi al 25% annunciati dagli USA sui veicoli importati negli Stati Uniti d’America, è ormai chiaro che il futuro dei sistemi di trasporto e di mobilità sarà sempre più direzionato verso modalità più sostenibili e a ridotte, o nulle, emissioni in conseguenza di una progressiva riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili e di motori a combustione interna di tipo tradizionale.

L’accelerazione verso i motori elettrici, tuttavia, benché spinta tanto in Europa, quanto in Asia, non sta dando, del tutto, i risultati sperati, anche in considerazione dei costi di acquisto di un’auto elettrica.

Nell’impossibilità oggettiva di sostituire, nel breve periodo, la grand parte del parco circolante a livello globale con nuovi veicoli elettrici (circa 1,9 miliardi di veicoli secondo OICAOrganizzazione internazionale dei costruttori di veicoli a motore), ecco che le soluzioni tecnologiche di retrofitting rappresentano una opportunità da non sottovalutare, soprattutto per i veicoli pesanti.

Proprio per questo il World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations (WP.29), ospitato dall’UNECECommissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, con il suo Gruppo di lavoro su inquinamento ed Energia (GRPE) ha lanciato un nuovo gruppo di lavoro informale per sviluppare disposizioni armonizzate a livello globale per i sistemi di retrofit per veicoli elettrici e a celle a idrogeno.

Su quest’ultima soluzione va detto, però, che al momento i veicoli alimentati a idrogeno sono ancora ancora pochi rispetto a quelli alimentati da batterie elettriche, tuttavia, una loro più massiccia adozione potrebbe realizzarsi in futuro in base al costo – che si prospetta in calo e dunque più appetibile – dell’idrogeno “verde”.

Pertanto, la necessità dell’armonizzazione di un quadro normativo di riferimento garantirebbe requisiti minimi per i sistemi di retrofitting elettrico fornirebbe solidi requisiti di prestazione per i veicoli convertiti e supporterebbe l’implementazione di sistemi di retrofit che potrebbero essere installati su molti veicoli nei Paesi che adottano i requisiti sviluppati.
Ma facciamo un passo indietro per inquadrare meglio la notizia diramata dall’UNECE.

Le tecnologie di riconversione elettrica di un motore tradizionale sono già disponibili da tempo ed esistono numerose imprese che offrono servizi elettromeccanici di questo tipo, non solo per le auto, ma anche per autobus, camion e veicoli commerciali leggeri.

I vantaggi del retrofitting sono evidenti: da un lato si conseguono nel breve periodo e a costi più contenuti, benefici immediati in termini di qualità dell’aria (che si traducono nel lungo periodo in vantaggi per l’ambiente e il clima); dall’altro si guadagna un prolungamento della durata di vita della flotta esistente con conseguente riduzione di emissioni derivanti dalla mancata produzione di nuovi veicoli.

Secondo l’analisi sulle “Dimensioni, quota e tendenze del mercato dei gruppi propulsori per veicoli elettrici per il retrofit automobilistico dal 2024 al 2034” curata dalla società nordamericana di ricerche strategiche Precedence Research, nel 2024, il mercato globale dei sistemi di propulsione per veicoli elettrici retrofit per autoveicoli ha raggiunto i 65,94 miliardi di USD, con previsioni di crescita fino a 70,82 miliardi di USD nel 2025 e prospettive di superare circa 144,61 miliardi di USD entro il 2034, con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 7,40% nel decennio 2024 –  2034.

L’UNECE rimarca che l’agenzia nazionale francese per l’energia e l’ambiente ADEME ha stimato che la conversione elettrica ridurrebbe le emissioni di gas serra tra il 61 e l’87% rispetto al diesel e il Governo ha lanciato un piano d’azione nazionale a sostegno della conversione, stanziando circa 100 milioni € per decarbonizzare i trasporti.

Non solo, la stessa Commissione Ue, menziona il retrofitting nel piano d’azione industriale della Commissione Europea per il settore automobilistico e rimarca come questo tipo di tecnologia sarà particolarmente rilevante per quei Paesi a basso e medio reddito che importano quantità sempre crescenti di veicoli usati con motori convenzionali a combustione (ICE), ma che, allo stesso tempo, hanno bisogno di accelerare la decarbonizzazione delle loro flotte di veicoli.

A questo punto, le attività intraprese dal nuovo Gruppo di lavoro informale si concentreranno su tutte le categorie di veicoli, dai veicoli a due e tre ruote ai veicoli pesanti, con enfasi iniziale sulla prontezza tecnologica e sulla fattibilità economica.

Il lavoro sarà guidato da Francia e Spagna, con il supporto di Svezia, Germania, Regno Unito, Giappone e della Commissione Europea con l’obiettivo di definire requisiti armonizzati per categorie di veicoli e tipologie di propulsori mirati entro il 2027.

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