I dazi annunciati dagli USA preoccupano l’industria automobilistica

Ma l’imposizione di una “tassa permanente” del 25% sulle importazioni di autoveicoli in USA potrebbe essere un boomerang. Mercati in fibrillazione e primi commenti dall’Ue e dai produttori europei.

L’annuncio del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump di emanare dazi del 25% sui veicoli non prodotti negli USA a partire dal prossimo 2 aprile ha messo in fibrillazione i mercati e l’industria automobilistica dei principali Paesi produttori.

Se da un lato, infatti, la mossa tutta protezionista di Trump e rivolta all’interno del proprio Paese in ossequio al programma elettorale sintetizzato nello slogan MAGA (Ndr: Make America Great Again) vorrebbe dare nuovo impulso alla produzione auto nazionale; dall’altro rischia di ritorcersi contro proprio le Case automobilistiche USA.

Questo a causa del problema rappresentato dalle catene di fornitura che sono, comunque, globali e che, nello scenario peggiore, andrebbero a gravare sotto forma di costi ulteriori per i produttori che si rifarebbero sui consumatori finali. Non a caso la risposta dei mercati finanziari d’oltre oceano non è stata proprio entusiastica.

Altro aspetto di non poco conto è quello del possibile innesco di scontri commerciali sia l’UE (con Germania e Italia particolarmente coinvolte), che con i produttori asiatici come Giappone e Corea del Sud, in considerazione, non solo, del considerevole “peso” che hanno le importazioni di auto straniere in USA, ma anche le importazioni di componentistica.

Puntuale il commento della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen che ha affidato ad una dichiarazione ufficiale il rammarico profondo per la decisione USA di imporre dazi alle esportazioni automobilistiche europee.

L’industria automobilistica – ha dichiarato – è un motore di innovazione, competitività e posti di lavoro di alta qualità, attraverso catene di fornitura profondamente integrate su entrambe le sponde dell’Atlantico. Come ho già detto – ha poi aggiunto – le tariffe sono tasse: dannose per le aziende, peggiori per i consumatori, sia negli Stati Uniti che nell’Unione Europea”.

Sul fronte delle possibili ripercussioni ha puntualizzato: “Valuteremo ora questo annuncio, insieme ad altre misure che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione nei prossimi giorni. L’UE continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando al contempo i propri interessi economici”.

In quanto grande potenza commerciale e forte comunità di 27 Stati membri – ha concluso – proteggeremo congiuntamente i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori in tutta l’Unione Europea”.

Preoccupazione arriva anche dall’Associazione dei costruttori automobilistici europei, ACEA.
Le case automobilistiche europee investono negli Stati Uniti da decenni, creando posti di lavoro, promuovendo la crescita economica nelle comunità locali e generando enormi entrate fiscali per il governo degli Stati Uniti”, ha affermato il DG, Sigrid de Vries, nell’esortare il presidente Trump: “a considerare l’impatto negativo delle tariffe non solo sulle case automobilistiche globali, ma anche sulla produzione nazionale degli Stati Uniti”.

Le tariffe non avranno un impatto solo sulle importazioni negli Stati Uniti – ha proseguito – una penalità che i consumatori americani probabilmente pagheranno, ma le misure sui componenti per auto danneggeranno anche i produttori di automobili che producono auto negli Stati Uniti per i mercati di esportazione. I produttori europei esportano tra il 50% e il 60% dei veicoli che producono negli Stati Uniti, apportando un contributo positivo sostanziale alla bilancia commerciale degli Stati Uniti”.

Di qui la necessità di rimarcare come; “L’Unione europea e gli Stati Uniti devono avviare un dialogo per trovare una soluzione immediata che consenta di scongiurare i dazi e le conseguenze dannose di una guerra commerciale.

Anche perché, ricordiamo, il mercato automobilistico europeo non sta vivendo, da alcuni anni, il suo momento migliore ma è pur sempre il settore ove lavorano 13,2 milioni di europei che rappresentano il 10,3% di tutti i posti di lavoro nel settore manifatturiero nell’UE, che genera 383,7 miliardi € di entrate fiscali per i governi europei e un surplus commerciale di 106,7 miliardi € per l’Unione Europea… Nella cui “torta del PIL”, infine, la fetta dell’industria automobilistica rappresenta il 7,5% (dati ACEA).

Di A.P.

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