Vittime della strada: in calo del 3%, in Europa, lo scorso anno.

Tuttavia, i progressi, secondo i dati (preliminari) forniti oggi dalla Commissione Ue, non sono omogenei per tutti i 27 Paesi membri e, pertanto, gli obiettivi fissati relativi al dimezzamento delle vittime della strada al 2030 rimangono ancora distanti.

Lo scorso anno, in Europa, sono state registrate 19.800 vittime della strada, un numero impressionante di decessi che, tuttavia, risultano in calo del 3% rispetto all’anno precedente (2023).

Sono i dati preliminari forniti oggi dalla Commissione europea; un risultato che solo apparentemente risulta positivo, dal momento che la pur significativa riduzione di 600 vittime equivalenti su base annua non ha mostrato quell’impulso sperato che si vorrebbe vedere realizzato per addivenire all’obiettivo del dimezzamento delle vittime della strada al 2030 rispetto al 2019 e all’ancor più ambizioso azzeramento delle vittime stradali al 2050. Infatti, questo obiettivo rimane ancora distante per la maggior parte dei Paesi membri anche se, nel 2024 le vittime della strada sono diminuite in maniera più significativa rispetto a quanto osservato nel 2023.

Per una disamina dei dati preliminari forniti dalla Commissione Ue (quelli definitivi saranno resi noti nel prossimo autunno), la stessa Commissione ha indicato alcune precisazioni: le stime 2024 coprono l’intero anno e tutte le tipologie di strade e si riferiscono ai decessi entro 30 giorni, ma per Belgio e Portogallo, si sono presi in considerazione i dati dei primi 6 mesi 2024. Nei Paesi Bassi, i decessi registrati dalla polizia sono sottostimati di circa il 10-15% e, per quanto riguarda il Liechtenstein si sono verificati 3 decessi per incidenti stradali.

E ancora: i dati per il 2024 sono confrontati con tre periodi: 2023 (anno precedente), 2019 (anno di riferimento per l’obiettivo di dimezzamento dei decessi entro il 2030) e media 2017-19 (per tenere conto delle fluttuazioni nei Paesi di piccole dimensioni). Le variazioni percentuali nella tabella si basano sul numero assoluto di decessi piuttosto che sul tasso per milione di abitanti.


Fonte: banca dati EU CARE sugli incidenti stradali e le fonti nazionali; I dati sulla popolazione provengono da Eurostat

Scorrendo la Tabella si nota che nell’ultimo quinquennio Grecia, Spagna, Francia e Italia hanno registrato solo un modesto calo delle vittime della strada, mentre Irlanda ed Estonia hanno registrato un aumento, sebbene le fluttuazioni annuali nei Paesi più piccoli tendano a essere più pronunciate.
Viceversa, Bulgaria, Danimarca, Lituania, Polonia e Slovenia hanno evidenziato forti passi in avanti verso l’obiettivo di riduzione del 50%.

Svezia e Danimarca restano sul podio dei Paesi più performanti in termini di sicurezza stradale, con bassi tassi di mortalità; rispettivamente di 20 e 24 decessi per milione di abitanti.
Nello stesso tempo Romania e Bulgaria, che hanno ancora alcuni dei più alti tassi di mortalità, hanno compiuto progressi significativi nella riduzione delle vittime della strada, con un calo di oltre il 20% dal 2019. La media UE è di 44 vittime della strada per milione di abitanti.

Le strade extraurbane continuano a rappresentare quelle più a rischio con il 52% dei decessi verificati, al secondo posto le strade urbane con in 38% di decessi, mentre l’incidenza nelle autostrade è del 9%.  al 9% sulle autostrade.

Gli uomini hanno rappresentato oltre tre quarti di tutti i decessi sulle strade (77%). Le persone anziane, di età pari o superiore a 65 anni (il 21% della popolazione), sono risultate a maggior rischio in quanto hanno rappresentato il 31% di tutti i decessi sulle strade Ue, addirittura in aumento rispetto al 28% del 2019. I più giovani, nella fascia d’età compresa fra i 18 e i 24 anni e che rappresentano il 7% della popolazione, hanno rappresentato il 12% dei decessi sulle strade.

Gli occupanti delle automobili, sia conducenti che passeggeri rappresentano la quota maggiore di decessi (44%), seguiti da motociclisti (20%), pedoni (18%) e ciclisti (10%).
Tuttavia, proprio gli utenti deboli della strada, tra cui pedoni, ciclisti e motociclisti, costituiscono quasi il 70% delle vittime nelle strade urbane, evidenziando, se ancora ce ne fosse bisogno, l’impellente necessità di migliorare misure di sicurezza specifiche per la loro protezione.
Tra gli over 65, i pedoni rappresentano il 30% dei decessi e i ciclisti il ​​16%, mentre tra i 18 e i 24 anni, il 62% dei decessi avviene in auto e il 24% su veicoli a due ruote a motore.

Anche se la riduzione del 3% delle vittime della strada è un passo nella giusta direzione, non è sufficiente”, ha dichiarato Apostolos Tzitzikostas, Commissario Ue per i Trasporti sostenibili e il turismo. Troppe vite sono ancora perse sulle nostre strade ogni anno. Dobbiamo accelerare gli sforzi per migliorare la sicurezza stradale, in particolare per gli utenti vulnerabili della strada e nelle zone ad alto rischio come le strade rurali. Ogni morte è una di troppo e rimaniamo impegnati a raggiungere il nostro obiettivo Vision Zero”.

A questo proposito, ricordano da Bruxelles, già nel 2018 l’Unione ha approvato un ambizioso obiettivo di riduzione del 50% delle vittime della strada – e, per la prima volta, anche delle lesioni gravi – entro il 2030, stabilendo un Piano d’azione strategico della Commissione per la sicurezza stradale e un quadro strategico dell’UE in materia di sicurezza stradale 2021-2030, che ha anche definito piani per la sicurezza stradale volti a raggiungere l’azzeramento delle vittime della strada entro il 2050.

A marzo 2023 la Commissione aveva presentato un pacchetto di proposte riguardanti la sicurezza stradale, compresi requisiti aggiornati per le patenti di guida e una migliore applicazione transfrontaliera del codice della strada.

Per proseguire in questa direzione la Commissione adotterà presto nuove proposte di revisione della legislazione europea sui controlli tecnici, al fine di ridurre il numero di veicoli non sicuri sulle strade dell’UE e i relativi, conseguenti, incidenti.

Non solo, il tema della sicurezza stradale è stato anche al centro delle iniziative politiche dei colegislatori di Bruxelles in materia di mobilità, tra cui la strategia per una mobilità sostenibile e intelligente, il nuovo regolamento TEN-T e il quadro per la mobilità urbana.

Di A. P. 

 

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