Pubblicato il decreto per la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi
Anche l’idrogeno riveste un ruolo significativo per i piani di sviluppo sostenibile italiano.
Al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, che stabilisce i requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, da attuarsi mediante il Quadro Strategico Nazionale, le specifiche tecniche comuni e i requisiti concernenti le informazioni agli utenti.
Il Decreto recepisce la Direttiva 2014/94/UE (DAFI) che richiedeva agli Stati membri di mettere a punto, entro il 18 novembre 2016, un Quadro Strategico Nazionale, da inviare alla Commissione Europea, per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi e l’installazione di un numero adeguato di punti di rifornimento.
Affinché i veicoli elettrici possano circolare almeno negli agglomerati urbani e suburbani e in altre zone densamente popolate, entro il 31 dicembre 2020 dovrà essere realizzato un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico per garantire l’interoperabilità tra punti già presenti e da installare.
Il numero dei punti di ricarica sarà fissato tenendo conto anche del numero stimato di veicoli elettrici che saranno immatricolati entro la fine del 2020.
I prezzi praticati dagli operatori dei punti di ricarica accessibili al pubblico dovranno essere ragionevoli, facilmente e chiaramente comparabili, trasparenti e non discriminatori.
A tal fine, con un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, saranno definiti i criteri per la comparabilità dei prezzi.
La novità più interessante del nuovo Decreto è che finalmente anche l’Italia si interessa all’idrogeno.
Nel testo della Direttiva DAFI, infatti l’idrogeno era solo opzionale, ma già a settembre scorso il Governo lo aveva inserito nel testo del Decreto, evidenziando un certo interesse allo sviluppo di questa risorsa così importante e innovativa.
Per consentire la circolazione di veicoli a motore alimentati a idrogeno, compresi i veicoli che utilizzano celle a combustibile, entro il 31 dicembre 2025 dovrà essere realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per l’idrogeno accessibili al pubblico, da sviluppare gradualmente, tenendo conto della domanda attuale e del suo sviluppo a breve termine.
Inoltre, è stata richiesta la revisione delle norme tecniche inserite nel Decreto del Ministero dell’Interno del 2006 che limita l’erogazione di idrogeno a 350 bar, consentendola fino a 700 bar, come richiesto dalla tecnologia moderna per garantire autonomia e tempi di rifornimento di un’auto tradizionale.
L’aggiornamento della norma dovrà avvenire entro la fine di marzo 2017.
Soddisfatta la Toyota Motor Italia che produce la prima berlina di serie alimentata a idrogeno, ma che di fatto non può circolare sulle strade italiane a causa dei vincoli tecnologicamente obsoleti imposti dal Decreto del 2006.
“L’adozione di una prospettiva politica chiara e lungimirante, – ha commentato Andrea Carlucci – Amministratore Delegato Toyota Motor Italia – è fondamentale per non perdere l’opportunità di diventare un Paese all’avanguardia nello sviluppo e nell’applicazione di una risorsa altamente innovativa come l’idrogeno.
L’entrata in vigore di questo Decreto di attuazione della Direttiva DAFI, costituisce un momento cruciale ed evidenzia la visione strategica dell’Italia che ha dato, in questo modo, indicazioni precise di lungo periodo sulle politiche legate alla mobilità sostenibile”.
Infine, il decreto indica anche gli obblighi relativi alla comunicazione per i consumatori.
Dovranno essere rese disponibili informazioni chiare, coerenti e pertinenti riguardo ai veicoli a motore che possono utilizzare regolarmente determinati combustibili immessi sul mercato o essere ricaricati tramite punti di ricarica.
Tali informazioni, mediante un’etichettatura standardizzata, dovranno essere inseriti nei manuali dei veicoli a motore, nei punti di rifornimento e ricarica, sui veicoli a motore e presso i concessionari ubicati sul territorio nazionale.